Sogniamo in grande

Imbarcare è solo l'inizio

Il mare dà il mare toglie



E’ vero che il mare toglie sotto alcuni punti di vista perché negli anni ho maturato un certo disprezzo per la lontananza, che contrasta l’enorme voglia di viaggiare per appagare la mia curiosità, la mia crescita professionale e la mia realizzazione, ma è altrettanto vero che ti ripaga immensamente.


Con il tempo molte amicizie sono andate perse, molti amori compromessi, molte passioni accantonate, ma se mi domandassero: ne è valsa la pena? La mia risposta è si. Il mare toglie, il mare da. Forse ti toglie ciò di cui non hai bisogno, ciò che forse non avrebbe resistito lo stesso e che con il tempo si sarebbe dissolto, forse il mare è come un filtro dove ti lascia circondare solo da chi realmente vuole starti accanto ad ogni costo, chissà....ma una cosa è certa, ti regala in cambio una apertura mentale unica, la possibilità di viaggiare il mondo, di essere in contatto con gli oceani ed i suoi tramonti, e poi....emozioni uniche.




Il mio rapporto con questo lavoro nacque dal pilastro portante della vita di tutti, la famiglia.

Mio padre “CLC” come tante altre persone che condividono un padre che naviga, il mio diede risposte alle tante domande che mi ponevo.


Il tutto iniziò con Lei: l’ho conosciuta tanto tempo fa alla banchina scali di "La Spezia", ferma, tutta grigia e imponente quasi altezzosa come se volesse dire è arrivato il tuo turno, eccola lì, nave King colei con cui dovrò condividere mio padre per il suo prossimo contratto.


A prima vista una nave come le altre una vecchia signora adagiata tutta tranquilla sull’acqua ma poi pensai: ecco altro tempo senza papà, altro tempo pieno di treni interminabili, viaggi in auto per andare per poche ore a trovarlo e sporadiche telefonate.



Salito a bordo, ho subito sentito l’odore penetrante del gasolio e il rumore incessante di sottofondo, tra un carruggetto e l’altro mi soffermavo a pensare alla mia vita.

Una volta uscito realizzai, questo è il suo compito e questa è la mia vita cosi è e cosi è sempre stato.


Da lì capii che quella vita mi calzava a pennello e non riuscivo a non farne parte, mi appassionai sempre più ad esperienze di lontananza e sacrificio familiare; ne feci tesoro per una scelta che ad oggi tanti giovani rifiutano per paura.


La vita di bordo é difficile da spiegare perché fa parte di una sfera, di un tratro aperto a pochi è come voler spiegare le emozioni provate durante un concerto, nella stessa maniera il mare ti regala qualcosa di unico, condiviso con pochi e impossibile da spiegare.



Si parla di sogno, un’ispirazione alla quale restiamo inevitabilmente aggrappati sebbene è un lavoro, dove si suda, dove si è lontani da casa, dove ci sono orari di lavoro intensi, ma tutto questo fa parte di un percorso destinato a pochi. Anche i calciatori sono lontani dalle loro famiglie e obbligati ad allenamenti intensi, non per questo mollano il loro sogno, non è una questione di stipendio, ma di passione, è questione di quello che si riceve in cambio in materia di emozioni.


Ci sarà sempre il cinico di turno che prenderà il nostro sogno e lo farà passare per una sorta di “isola che non c’è” ma tranquilli, sarà lo stesso che si congratulerà con te per non aver mollato , quindi sta a te decidere se dargli retta oppure no.


Sogniamo in grande, costa tanto quanto sognare in piccolo.


Ad oggi sono sereno poiché ho una famiglia che mi sostiene, una valigia capiente e un contratto che mi fa raggiungere ogni parte del mondo.



Auguro a chiunque una scelta come la mia, piena di sacrificio, ambizione e significato.

Con ciò spero di aver trasmesso qualcosa di davvero importante, ovvero la voglia di osare sempre anche quando si pensa di non avere le forze per farlo...se ci sono riuscito io, puoi farcela anche tu.


Di: Alessio De Domenico

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